Giovanni Vasca e Ans Wiegerinck

"La parola scritta serve a rammentare noi a noi stessi,
testimoniandoci che certi momenti e sentimenti del passato non furono un sogno.
Nel fiume travolgente del tempo una fragilissima pagina può costituire un pilastro."
frase riportata sul frontespizio dei quaderni-diario di Giovanni

Giovanni è stato medico. All'inizio della sua carriera per diversi anni è missionario per il CUAMM in Africa. Il 31 Agosto 1961 nella missione di Assin Foso in Ghana, padre Giebels celebra il matrimonio di Giovanni ed Ans, infermiera olandese con l'associazione MEMISA. Ans è anche lei per diversi anni volontaria nello stesso dispensario del villaggio, poi divenuto, grazie alla loro opera e a quella di tanti altri, un ospedale ancora oggi attivo. Rientrati in Italia, Giovanni e Ans si stabiliscono a Giugliano, accudendo i quattro figli (Vincenzo, Ermanno, Francesco e Roberto) e continuando a dedicarsi, in modi diversi, a tante persone. Giovanni è stato anche fratello laico associato all’Istituto dei Fratelli Maristi di Giugliano. Ans è finita nel 1997, affetta dalla Malattia di Crohn per circa dieci anni durante i quali si è sempre sentita molto vicina alle Suore Missionarie della Carità. Giovanni, malato di Alzheimer dal 2008, è finito nel 2014. Entrambi hanno cercato quotidianamente nelle diverse vicende della vita di testimoniare la loro fede in Dio.

Giovanni Vasca nasce il 10 Gennaio 1931 a Giugliano, popolosa città in provincia di Napoli. Il padre Vincenzo era insegnante di scuola elementare, così come la madre Maria Camerlingo.

Il cammino formativo verso la laurea
Dal 1937 Giovanni frequenta la scuola elementare presso il Primo Circolo Didattico in Piazza Gramsci. Trascorre l'infanzia vivendo nella casa di Via Biagio Riccio 14, con il fratello Raffaele e le sorelle Anna, Vittoria, Adele e Rosa. Dal 1941 frequenta i primi 3
anni del ginnasio (scuola media) presso l’Istituto Domenico Cirillo di Aversa e poi il IV e il V ginnasio presso la Scuola dei Fratelli Maristi di Giugliano in Corso Campano. Nel 1946 si iscrive al Liceo Classico Vittorio Emanuele di Napoli, dove nel 1949 consegue la licenza liceale. Il 17 Aprile 1956 si laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II (iscritto all'Albo professionale dei Medici della Provincia di Napoli con numero 9679).

L'impegno in Azione Cattolica
Fin dalla sua adolescenza Giovanni è molto impegnato nell'Azione Cattolica. I nomi degli amici di quel tempo Pietro M., Antonio F. e Renato D.M., rimarranno ricorrenti anche nei suoi ricordi di vecchiaia. Si dedica all'animazione di diversi gruppi parrocchiali, e in particolare del gruppo interparrocchiale San Gerardo Majella presso la Chiesa di Santa Sofia. Nel 1951 è lui il delegato degli Aspiranti (assistente don Carmine Ciccarelli) quando l'associazione vince il primo premio nazionale dell'Azione Cattolica per Cultura Religiosa.  

L'arte oratoria
Sfiora anche l'impegno in politica, partecipando nel Maggio del 1956 alla campagna elettorale per la Democrazia Cristiana e tenendo comizi nelle piazze di Giugliano e dei paesi vicini, comizi spesso ancora vivi nella memoria di tanti cittadini giuglianesi allora giovani. Erano gli anni del "muro contro muro" tra la Democrazia Cristiana (il bianco fi
ore) e il Partito Comunista Italiano (il gallo). In uno dei comizi, compiaciuto di una brillante risposta ricevuta da Giovanni, una persona dal pubblico gli gridò in dialetto " 'O saje dicere a smerza e a deritta!". Alcuni altri che arrivavano tardi e chidevano "Ha già parlato il dottore Vasca?", a risposta affermativa andavano via delusi. Constatato il fatto, gli organizzatori dei comizi cercavano di farlo intervenire per ultimo in modo da trattenere la folla interessata.  Non si candidò mai, forse perché la Provvidenza aveva riservato per Giovanni strade diverse dalla politica.

Gli avvenimenti inattesi ... un suo pensiero
"Ci sono avvenimenti nella vita che sembra non possano mai capitare e che poi arrivano attraverso una serie di coincidenze non cercate, né preparate e si avverano così come avevamo desiderato. Da allora quel momento resterà nel nostro cuore come un ricordo bellissimo, forte e indistruttibile, a dimostrare che esso non fu un sogno, ma una splendida realtà."

La nascita di una vocazione missionaria
Subito dopo la laurea, nonostante le numerose e fraterne amicizie che lo tenevano legato alla terra natia, Giovanni comincia a maturare il desiderio di qualcosa di diverso, un nuovo percorso che avrebbe segnato la sua vita. La scintilla è un articolo sul numero del 15 Maggio 1954 della rivista "Venga il tuo regno", nella quale si riportava la notizia della partenza per missioni in Africa di alcuni giovani medici. In segreto dalla famiglia e aiutato da amici sacerdoti, Giovanni avvia una corrispondenza col CUAMM di Padova. Dopo pochi mesi è già impegnato nel periodo di formazione previsto e il 19 Agosto 1957 il giovane medico Giovanni arriva per la prima volta in Kenya, prima nell'ospendale di Nkubu e poi nella missione di Kyeni, diocesi di Meru.

Il servizio in Kenya
Arrivato a Kyeni Giovanni trova poco più di un dispensario che poteva accogliere circa 20 malati. Tra i tanti amici di quel tempo Giovanni ricorderà per sempre la figura di padre Fiandrino e quella frase che gli rivolse in un momento di sconforto per le difficoltà del servizio agli africani: "Caro dottore, il nostro compito è uno solo in questo momento, anche se non darà un risultato immediato e appariscente, ed è un imperativo categorico: Bisogna amarli!".  Nei monenti difficili gli sono di grande sostegno l'amicizia col dott. Dal Lago e le corrispondenze epistolari con Teresa V. e Franca S.,
due amiche conosciute in Italia. Collaborando con padre Fiandrino,
giorno dopo giorno si impegnano nella costruzione di una nuova ala dell'ospedale che in pochi anni raggiunge oltre 50 posti. Giovanni impara la professione di medico sul campo. In un articolo sulla rivista CUAMM racconta i suoi tanti interventi chirurgici eseguiti con successo nonostante i pochi mezzi a disposizione: appendicectomie, tagli cesarei, isterectomie, colecistectomie, ernie, asportazione di cisti ovariche. Non mancano alcuni momenti di svago: della sua passione di scalatore gli resterà per sempre impressa la scalata di punta Lenana del monte Kenya a 4.960 metri di altitudine.

... e poi in Ghana nasce una nuova famiglia
Rientrato in Italia per una breve vacanza, il 7 Aprile 1961 Giovanni riparte per l'Africa, ma questa volta alla volta della missione di Assin-Foso in Ghana. Ad accoglierlo tre infermiere olandesi, tra cui Ans che di lì a pochi mesi diventerà sua moglie. Il 13 Aprile 1962 nasce Vincenzo, "Cofi" come era chiamato dagli indigeni per essere nato di Venerdì. L'esperienza africana resterà per sempre nel cuore di Giovanni, tanto da spingerlo a scrivere un romanzo, "Il Galantuomo", che sarà pubblicato a capitoli nei numeri dell'anno 1975 nella rivista "Venga il Tuo Regno". Il 29 Aprile 1963 Giovanni ed Ans, in attesa del secondogenito, rientrano in Italia e si stabiliscono nella casa in Via Fratelli Maristi 71 (allora Via Provinciale 70), di cui la famiglia Vasca aveva avviato la costruzione l'anno precedente.

Ripensando all'Africa
"Certamente resterà indimenticabile tutto ciò che ho vissuto durante gli anni passati in Africa e indistruttibile la ricchezza che quel periodo della mia vita ha donato al mio carattere, al mio modo di pensare e soprattutto al mio cuore per il prezioso tesoro di conoscenze, amicizie, condivisione, solidarietà, disponibilità, affetti e infinite altre esperienze grandi e piccole capaci di costruire, al dispora della quotidianità ripetitiva, un edificio molto più luminoso e significativo che occupa "i piani alti" del nostro passaggio in questo mondo."

Il servizio di medico e la vita familiare
Rientrato in Italia, Giovanni esercita come medico generico, della Cassa Mutua Artigiani e poi del servizio sanitario nazionale presso il presidio di Sant'Antimo. Si dedica alla vita familiare, seguendo soprattutto la crescita dei figli e accompagnandoli quasi sempre con il sostegno e la fiducia. A volte è esigente e severo. Parsimonioso nelle spese e dedito al risparmio. Nel tempo saprà riconoscere gli errori commessi come padre, senza fare mai mancare il suo affetto per i figli. Negli anni 70 viene costruita la casa di Spigno Saturnia (Latina), un luogo che sarà molto importante per la crescita dei figli grazie soprattutto alla dedizione cui vi si dedicherà la moglie Ans. L'assiduità alle pratiche religiose non gli è mai mancata. Ha frequentato le parrocchie di San Nicola e San Marco, ma soprattutto la comunità dei Fratelli Maristi che il 2 Febbraio 1991 lo accoglie nell'albo dei suoi affiliati. Nel 1997 muore la moglie Ans. Nel 2001 Giovanni al compimento dei 70 anni, va in pensione.

Il suo saluto alla pensione
"In ogni luogo, piccolo o grande, in ogni giorno, nuvoloso o limpido, dobbiamo avere un cuore aperto a sentimenti profondi e all’attenzione per chi ha
bisogno di noi. Solo allora ogni istante sarà prezioso e il nostro cammino nella vita non sarà vano, ma ci condurrà alla luminosa dimensione dell’eternità."

I viaggi in Australia
Giovanni non ha mai abbandonato il sogno di potere reincontrare l'amica Teresa V. che vive in Australia e con la quale ha mantenuto contatti epistolari. Abitudinario e metodico nel quotidiano, Giovanni dimostra nella sua vita slanci improvvisi di novità. Tra il 2005 e il 2006 Giovanni compie 3 viaggi in Australia, ciascuno trattenendosi per alcuni mesi. Solo i primi segni della malattia gli impediranno di perseguire il desiderio di tornare ancora in quella terra.   

Un carattere che non si perde nella malattia
Nel 2008 cominciano ad affiorare i primi segni della malattia di Alzheimer. Giovanni sembra rendersene conto e la scelta di intestare ai figli tutti i suoi beni e proprietà forse è frutto di questa consapevolezza. Dal 2011 Giovanni è allettato. Lo accompagnano e accudiscono Pina, Ida, Bianca, Elena e Marianna. Giovanni conserva il suo carattere anche nella malattia e pur perdendo gradualmente le capacità cognitive riesce sempre ad instaurare un rapporto empatico con le persone che gli sono vicino. L'8 Gennaio 2014 Giovanni torna alla Casa del Padre: il suo ultimo respiro è accompagnato da un forte abbraccio tra tutti i figli.


Johanna (Josepha Maria) Wiegerinck, detta Ans, nasce il 18 Maggio 1926 a Zevenaar, piccola cittadina nel sud-est dell'Olanda nei pressi di Arnhem vicino al confine con la Germania. Il padre Hermanus (Gerhardus Hendrikus Maria) Wiegerinck era proprietario di una fabbrica di mattoni, poi andata in fallimento durante il periodo della seconda guerra mondiale. La madre Everardina (Maria Anna) Schaars era casalinga. 

Una famiglia num
erosa
Ans ha vissuto l'infanzia in una famiglia agiata e numerosa. Nella foto qui a fianco è con le 3 sorelle e i 2 fratelli. Lei è la seconda da sinistra; cominciando da sinistra sono Maria Herminia detta Riet (1918-1944), Ans, Johannes Petrus Jacobus detto Jan (1928-2000), Cornelia Maria detta Cor (1919-2011), Franciscus Augustus Maria detto Franz (1921-1966) e Rosina Maria Theodora detta Zus (1916-1995?).


La scelta di fare l'infermiera
Fin dalla sua adolescenza Ans è stata una ragazza molto sveglia e intraprendente. Dopo avere ultimato le scuole superiori consegue il diploma di telefonista e comincia a lavorare nella città di origine. Successivamente consegue il diploma di infermiera e, insieme ad altre due amiche del corso, decide tramite l'associazione MEMISA di partire per la missione in Assin Foso (Ghana). 

Il servizio in Africa
Ans trascorre in Ghana diversi anni. In età avanzata Giova
nni ricorderà spesso due episodi del loro periodo trascorso in Africa.
Il primo episodio coincide con l'arrivo di Giovanni a Foso: le tre infermiere olandesi attendevano con trepidazione l'arrivo dell'annunciato medico italiano, immaginandolo grande ammaliatore e bravo cantante napoletano. Il carattere minimalista di Giovanni e il fatto che fosse stonato le lasciò alquanto intererdette. Ma evidentemente impararono ad apprezzarlo col tempo.
Il secondo episodio riguarda un intervento chirurgico. Era arrivato alla missione un paziente che doveva urgentemente essere operato, non c'era tempo di trasferirlo all'ospedale in città. Giovanni però non aveva mai eseguito quel tipo delicato di intervento chirurgico ed era incerto. Ans non si perse d'animo e propose la soluzione: leggendo il manuale medico lei avrebbe guidato il bisturi di Giovanni alle operazioni necessarie. L'intevento ebbe successo!



Il matrimonio
La vicinanza lavorativa tra Ans e Giovanni diventa sempre più anche vicinanza affettiva. Si innamorano e decidono di sposarsi. Il settimanale cattolico "The Standard" del 10 Settembre 1961, riportando in prima pagina la notizia del loro matrimonio diceva "... La Chiesa era piena di persone, Cattolici e non, dalla città di Foso, molti dei quali hanno espresso la loro ammirazione per la semplicità della cerimonia." Anche il loro matrimonio è stato immagine della semplicità che cotraddistinguerà il resto della loro vita.   


Una olandese orgogliosa della terra di adozione
Nel 1962, in Foso, nasce Vincenzo il primogenito. Nel 1963, in attesa del secondo figlio, Ermanno, Ans e Giovanni
decidono di rientrare in Italia e di stabilirsi a Giugliano.
All'inizio vivono in una piccola stanza della costruenda casa di Via Fratelli Maristi 71 (allora via Provinciale 70), quella che diventerà la loro casa. Sicuramente per Ans non è semplice abituarsi alla mentalità ancora un po' rurale della provincia napoletana. La calda accoglienza della famiglia di Giovanni le rende più semplice ambientarsi, ma la nostalgia della terra di orgine non manca. Per diversi anni e spesso in compagnia dei figli rientra in Olanda per
brevi periodi per mantenere i contatti con la famiglia.
Ben presto la casa di Giugliano diventa un punto di riferimento per tanti parenti e amici olandesi che vengono a trascorrere brevi periodi di vacanza in Italia. Il dono dell'accoglienza caratterizzerà in modo spiccato il resto della vita di Ans e anche il modo come con decisione guiderà la famiglia e la casa.
Nel 1967 nasce Francesco, nel 1969 Roberto.
Grazie ad Ans la casa di Via Fratelli Maristi è sempre aperta per gli amici dei figli, chiunque lo desideri trova la porta aperta, uno spazio per giocare a ping-pong o per tirare due calci al pallone nel cortile. Tra le stanze della casa ce n'è una che i figli, con naturalezza, sanno si chiama "la stanza degli ospiti". Tutti si sentono come a casa propria.


Semina, semina
Tra gli scritti di Ans abbiamo trovato riportate queste parole di un anonimo: "Semina, semina: l'importante è seminare - poco, molto, tutto - il grano della speranza. Semina il tuo sorriso perché splenda intorno a te. Semina le tue energie per affrontare le battaglie della vita. Semina il tuo coraggio per risollevare quello altrui. Semina il tuo entusiasmo, la tua fede, il tuo amore. Semina le piccole cose, i nonnulla. Semina e abbi fiducia: ogni chicco arricchirà un piccolo angolo della terra."


La casa di Spigno
Lo spirito di accoglienza si vive anche nella casa di vacanze che Ans e Giovanni costruiscono a Spigno Saturnia (Latina). Tanti hanno lasciato un segno del loro passaggio a Spigno scrivendo un pensiero nel "libro degli ospiti". Il carattere forte e deciso di Ans si accompagna sempre alla gioia di potere ospitare gli altri.


La testimonianza nella malattia

Nel 1987 cominciano i primi segni della malattia. ansa è affetta sia da un forte osteoporsi che dal morbo di Crohn. Purtroppo è anche allergica a molti medicinali. I contrasti con Giovanni non mancano, ma lei saprà trovare la sua dimensione. Pur affrontando momenti difficili, Ans non si perde d'animo e, seguita nel suo cammino spirituale da padre Mario, continua a praticare il suo stile di accoglienza cercando di rendersi utile per gli altri pur non uscendo più di casa. E allora, Giovanni G. impara a disegnare e a fare a maglia, Antonio d.M. trova sempre un piatto caldo ogniqualvota col figlio bussa alla casa, John A. riesce a torvare lavoro in Italia e battezza la figlia col nome Ans. Per lei sono molto importanti il contatto con le Suore Missionari della Carità di Napoli e gli scambi epistolari con don Antonio R. Vescovo.

Fino alla fine





Ans amava riscrivere nel diario alcune preghiere e dedicare a persone conoscenti e non le sue giornate. Abbiamo trovaot questa preghiera di Helder Camara: "Benedetto sei tu, Padre, per la sete che ci fai sentire; per i piani coraggiosi che ci ispiri; per la fiamma - e sei tu stesso - che arde in noi ... Cosa importa che la sete rimanga in gran parte bruciante? Cosa importa che i progetti rimangano di più sulla carta di quanto passino nella realtà? Chi meglio di te sa che il risultato non dipende da noi e che tu ci chiedi soltanto un massimo di abbandono e di buona volontà?".
Ans torna alla casa del Padre il 12 Marzo 1997.



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Francesco Vasca,
04 mag 2014, 03:38
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